Sara Facio compie 90 anni e una grande mostra lo celebra al Museo di Belle Arti

Sara Facio al Museo Nazionale di Belle Arti

Oggi è il compleanno di Sara Facio e la fotografia celebra uno dei suoi massimi esponenti a livello nazionale. In questa cornice, il Museo Nazionale di Belle Arti espone la mostra Sara Facio: Fotografie 1960/2010, con più di 40 opere dell’artista argentina nel corso della sua carriera artistica. La mostra comprende fotografie della sua serie più nota: Primi Premi, Umanitario, Buenos Aires Buenos Aires, Funerali del Presidente Perón, Bestiario. tra l’altro. Si tratta di una squisita selezione, realizzata dall’artista stessa, che comprende ritratti di artisti, scrittori, musicisti, atleti e altre personalità culturali in Argentina e America Latina, come Jorge Luis Borges, Julio Cortázar, Ernesto Sabato, Astor Piazzolla, Pablo Neruda, Gabriel García Márquez, Octavio Paz o Federico Leloir.

L’antologia è prevalentemente in bianco e nero, ma sono intervenute anche alcune fotografie a colori, tra cui il mitico ritratto in Maria Elena Walsh o il famoso dipinto Doris Lessing. Ognuna delle fotografie qui presentate sono opere che nel tempo sono diventate l’immaginario collettivo degli autori che hanno ritratto. Quando si pensa a Cortázar, è molto probabile che la prima cosa che venga in mente sia l’immagine del mitico ritratto di Facio dello scrittore con una sigaretta in bocca.

Da parte sua, le fotografie di Sara Facio sono un segno distintivo del peronismo, in particolare dei funerali di Juan Domingo Peron, dove l’effervescenza del tempo ha messo in gioco una visione personale e artistica dell’autore, ottenendo immagini uniche. Nel campione si può contemplare l’immagine mitica: “I ragazzi peronisti”, che porta lo stesso titolo dell’inno per eccellenza di Hugo del Carril e che ritrae un gruppo di giovani abbracciati che guardano la telecamera, dal disagio e dallo smarrimento per la perdita del loro leader politico.

Sara Facio è nata il 18 aprile 1932 a San Isidro, provincia di Buenos Aires. Si è diplomato alla Scuola Nazionale di Belle Arti e ha vissuto a Parigi per un anno, grazie a una borsa di studio concessa dal governo francese, dove ha studiato arti visive. Al suo ritorno, iniziò una carriera in costante crescita, ritraendo innumerevoli figure della cultura e della politica nazionale. Nel 1957 inizia a praticare la fotografia nello studio di Luigi D’Amico e poi nel Anne Marie Heinrich.

Giulio Cortazar
Giulio Cortazar

Tra il 1960 e il 1985 ha uno studio insieme a D’Amico e si dedica principalmente alla ritrattistica e alle produzioni per giornali e riviste in Argentina, Europa e Stati Uniti. Il suo lavoro si è sviluppato tra la collaborazione con diversi mezzi giornalistici e saggi fotografici personali. Nel 1973, con Maria Cristina Orive, ha fondato la casa editrice fotografica La Azotea, e nel 1979 è stato membro della commissione fondatrice del Consiglio Argentino della Fotografia. Nel 1985 ha creato la Galleria fotografica del Teatro General San Martín, che ha diretto fino al 1998.

Il rapporto di Facio con il Museo di Belle Arti ha origini lontane. Nel 1995 l’artista contatta la proposta per organizzare la collezione fotografica del museo, donando opere della propria collezione. Da allora fino al 2012 si è sviluppata come curatrice e ha gestito la crescita della collezione, che oggi conta più di 1.500 immagini.

Il giorno della morte di Peron
Il giorno della morte di Peron

Ha pubblicato una dozzina di libri di fotografia, alcuni in collaborazione con Alicia D’Amico, come Buenos Aires, Buenos Aires (1968), Umanarium (1977) –entrambi con testi di Julio Cortázar– e Ritratti e autoritratti (1974). Ha anche pubblicato Pablo Neruda (1988), Immagini (1990) e Peron (2018), tra gli altri. Le sue opere sono conservate nelle collezioni del National Museum of Fine Arts, del Museum of Modern Art di New York (MoMA) e del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, nonché in prestigiose collezioni private. Nel 2019 le è stato conferito il Premio Nazionale alla Carriera Artistica, assegnato dal Ministero della Cultura Nazionale.

In questa occasione, oltre ad esporre alcuni dei suoi pezzi emblematici ea curare personalmente la selezione, Facio ha deciso di fare un passo avanti. Nell’ambito di questa mostra omaggio, l’artista ha deciso di donare la sua biblioteca personale, con più di mille libri di artisti, istituzioni, collezioni, ricerche e saggi di tutto il mondo, che ha conservato e coltivato per 70 anni. Si tratta di un fatto storico per la cultura del paese, che consentirà di approfondire lo studio e la divulgazione della fotografia, oltre a contribuire al Patrimonio delle Belle Arti, garantendone la conservazione nel tempo.

Il campione è disponibile fino al 19 giugno
Il campione è disponibile fino al 19 giugno

Sara Facio: Fotografie 1960/2010 È una sorta di autoritratto dell’artista senza che lei sia in scena e un inno alla fotografia documentaria. Ci permette di pensare all’importanza di questa disciplina nella storia del Paese, nella documentazione visiva di un tempo e nello stile di un’epoca. Inoltre riflette su un modo di fare fotografia, su una prassi inesauribile di lavoro che ha saputo attraversare decenni, eventi e alti e bassi, da uno sguardo acuto, preciso e coerente dagli esordi ai giorni nostri.

*La mostra è visitabile, gratuitamente, nella sala 33 al primo piano del Museo Nazionale di Belle Arti (Libertador 1473), fino al 19 giugno, dal martedì al venerdì, dalle 11:00 alle 20:00, e il sabato e la domenica , dalle 10:00 alle 20:00, previo appuntamento sul sito del Museo.

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