Presenze totali, condizione per rieleggere il Preside di Medicina

il consiglio di amministrazione medico si è riunito il venerdì santo / d. rispondi

Il Venerdì Santo, dopo due anni e un mese senza piena presenza, il preside della Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale di La Plata (UNLP), Juan Ángel Basualdo Farjat, ha firmato un accordo con i rappresentanti del corpo studentesco che ha promesso di fornire una soluzione a una lunga lista di richieste: tra queste, riprendere i corsi e le pratiche in presenza sospesi da quando è stata decretata la quarantena del coronavirus, nel marzo 2020. Era quell’impegno in campagna elettorale, assunto durante le vacanze e quando 60 e 120 fu un deserto, quello che assicurò a Basualdo il rinnovo del suo mandato.

Voti e richieste

Il medico, che per la sua rielezione aveva bisogno dell’appoggio di 11 (su 16) consiglieri, era arrivato alla seduta del venerdì con 8 voti: quello dei 7 professori (dove un’unica lista ha vinto le elezioni di facoltà con un terzo di voti in bianco ) e il non docente. Gli mancavano ancora 3. Sapeva che questo accompagnamento non sarebbe arrivato dai laureati (apertamente contrari alla gestione). Ha poi dovuto “recuperare” l’adesione degli studenti di Remediar (gruppo peronista che gestisce il centro studentesco e ha la maggioranza della facoltà) e del fronte minoritario che compongono Patria Grande e il PCR, che dopo aver accolto il inaugurazione nel 2018 de Basualdo aveva aggiunto critiche, principalmente per la sua gestione durante e dopo la pandemia. Tanto che (come i laureati) hanno perso la prima chiamata del consiglio di amministrazione per eleggere le autorità e mettere un “prezzo” ai loro voti: la promessa del futuro decano di rispettare un lungo elenco di condizioni che venerdì, dopo due sessioni fallite e minuti prima dell’ultima riunione del consiglio, ha finito per firmare. Con questa rubrica i 5 studenti delegati hanno capito che non c’era motivo di opporsi e hanno deciso di alzare la mano per una dirigenza che, come affermavano nella loro lista di richieste, non accompagnava la crescita delle iscrizioni con un budget più ampio (fino al 2015 , quando è stato mantenuto l’ingresso eliminatorio, Medicina non riceveva più di 500 studenti all’anno; per questo ciclo ne erano iscritti più di 8.000).

“La Facoltà è diventata la più grande dell’UNLP, con più di 30.000 studenti. Tuttavia, tale crescita non è stata accompagnata dalla stessa espansione del corpo docente, non docente e delle infrastrutture”, avverte nei suoi primi paragrafi il testo di 31 pagine che gli studenti hanno discusso nelle assemblee e lo ha elevato all’ormai rieletto decano.

La necessità di maggiori e migliori infrastrutture, l’ampliamento e l’accesso alle attrezzature delle cattedre, l’aggiunta di aule, personale docente e la garanzia che l’attuale capacità del 50 per cento andrà (come nei tempi più gravi della pandemia) alla completa presenza in tutti gli anni spiccano tra le condizioni quella che il corpo studentesco elencava per votare nuovamente Basualdo alla guida di Medicina.

Riguardo alle pratiche che negli ultimi due anni sono state sostituite dalla virtualità, il documento preparato dagli studenti avverte: “Siamo preoccupati per come questo influirà sulla nostra formazione di futuri operatori sanitari” e poi ammette: “Sappiamo che l’istanza del la pratica finale obbligatoria (che si svolge al termine del corso di laurea) non è sufficiente per recuperare i contenuti non impartiti durante il corso virtuale”. Per questo, concludono, “abbiamo l’obbligo, la responsabilità e la vocazione di recuperare le conoscenze perdute, generare capacità e competenze”.

vedere di nuovo i pazienti

Dal 1° al 5° anno, le carriere in Medicina mantengono la formazione a distanza anche nel 2022, quando il resto delle facoltà, i livelli di istruzione e le attività in genere hanno revocato le restrizioni imposte dalla pandemia. Ecco perché l’insistenza a tornare in aula, a “toccare” i preparativi anatomici, a guardare al microscopio oa riprendere il contatto con i pazienti negli ospedali, cosa che la virtualità non può sostituire.

Il testo degli studenti include anche un paragrafo al corso di ammissione e chiede che venga “progettato”. Quell’istanza, che prima era eliminatoria, è ora introduttiva e quest’anno, insieme a un maggiore afflusso di studenti, ha risentito doppiamente del ritardo nel pagamento dei tutor e delle dimissioni del coordinatore del corso, che ha lasciato l’incarico la scorsa settimana tra aspre critiche. della gestione.

Venerdì Basualdo ha promesso di percorrere la strada della soluzione dei problemi sollevati dagli studenti, i quali hanno anche chiesto di modificare la gestione accademica (“l’area non era all’altezza del compito di risolvere le richieste degli studenti”, hanno avvertito). Il preside apporterà modifiche alla sua squadra di guida? «Questi dati o le delibere non ci sono», si sono limitati a dire in 60 e 120, mentre dal corpo studentesco hanno detto a questo giornale che, «per quanto si sa, continua la stessa Segreteria accademica».

senza i laureati

Questo non fu un impedimento tanto che alla fine i cinque consiglieri per gli studenti finirono per rieleggere il preside che promise loro di ottemperare alle richieste richieste e poté così raccogliere 13 voti, degli 11 necessari, per regnare in Medicina fino a quando 2026. Come detto, per Basualdo mancava l’approvazione unanime del sostegno dei laureati dell’Ateneo Convergenza, che dopo essere stati due volte assenti sono finiti venerdì a sedersi per presentare il loro candidato, il cardiologo Marcelo Uriarte (che ha ottenuto 3 voti dal caucus di opposizione) .

“Non sosteniamo la rielezione dell’attuale preside, fermo restando che deve essere svolto un lavoro che in futuro garantisca un’alternativa interfacoltà all’attuale dirigenza”, hanno spiegato in un comunicato i rappresentanti dei laureati in Medicina, che promisero di partecipare “al controllo di gestione” e per questo convocarono il resto dei chiostri.

Studenti, “preoccupati” per l’impatto della virtualità sulla loro formazione

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